HO CAMBIATO CASA!!

11 Novembre 2008 Commenti chiusi

Marta e le regole infrante.

22 Giugno 2007 2 commenti

Quello che mi colpì di lei, fu la sua simpatia. Travolgente.

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Dolcemente Muore

20 Giugno 2007 1 commento

Dolcemente muore, il rintocco di un orologio lontano, la mia vita ormai appesa ad un filo, una carezza donata all’orizzonte, una lacrima scivolata su una guancia. Dolcemente muore, la voglia malsana di farsi del male, di fermare i battiti del mio cuore, e avvelenarmi con gocce di sudore stesi e immobili su un piano inclinato. Dolcemente muore, l’irrimediabile gioco del passato, una canzone mai scritta, una frase rubata, l’idea contorta di stendersi al sole. Dolcemente muore, la vana forza di continuare a respirare, la sentenza di uomo avvolto nell’ombra, la debolezza della nostra anima. Dolcemente muore, e prima che tu te ne accorga, lentamente, rinasce. Un grazie di cuore all’Autrice chi mi ha dato l’opportunità di pubblicare questa meraviglia inedita.

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The Wishful List #9

15 Giugno 2007 2 commenti

1. Vivere a Miami.
2. Vivere a Toronto.
3. Vivere a Parigi.

Cose che ho già fatto, ma che rifarei. Con te.

Gli Uomini e i Locali

12 Giugno 2007 3 commenti


Se quando ho parlato delle donne nei locali mi sono riferito ad uno spettacolo, spostando l?attenzione agli uomini; è più proprio riferirsi ?all?avanspettacolo?; cioè a quella forma d?arte diffusasi in Italia negli anni ?40 e ?50 e distrutta letteralmente dall?avvento della televisione.
Cos?era l?avanspettacolo? Una sorta di ?fossa dei leoni?, dove artisti, o pseudo tali, venivano dati in pasto ad un pubblico non sempre bene educato, quindi o tiravi fuori quello che avevi dentro, se avevi qualcosa, oppure finivi oggetto di lanci di ortaggi e consimili e la tua carriera artistica si chiudeva in maniera imbarazzante. Ecco gli Uomini che frequentano i locali assomigliano più a quelli che raccoglievano ortaggi.
Andiamo in ordine sparso.

LIBERA USCITA
Girano in coppia, uno per coprire l?altro. E? il tipico maschio Italiano. Sposato, lascia a casa Moglie prole una volta alla settimana, in genere il venerdì; nasconde la fede e si butta nella movida della vita notturna Milanese. Grande mentitore, si inventa una vita parallela dove diventa un ?Dirigente di Multinazionale Americana? , annoiato dai troppi viaggi ed in cerca della Donna definitiva, il tutto, ovviamente ad uso delle sventurate che se lo trovano davanti. E? profondamente convinto che le Donne, meno la Madre, la Sorella e la Moglie; siano tutte mignotte e le tratta come tali. Ma anche la più sprovveduta dopo 10 minuti lo sgama e lo molla. L?unica consolazione è di poter tornare a casa e, nel cuore della notte, fare ?piedino? alla poveretta che lo ha sposato.
In nome dei bei tempi andati, beve cocktail demodè tipo alexander o irish coffee.
Time limit: massimo le 2
Età: tra i 30 e i 45.

SBARBATELLO
Versione al maschile delle Paperine, anche se infinitamente più stupidi e caciaroni. Si muovono in branchi da minimo 3 esemplari e sono straconvinti che solo facendo un casino inverecondo si possa cuccare.
Non sono amati dai proprietari dei locali che per esperienza non li perdono d?occhio per un attimo conoscendone la pericolosità/inutilità sociale, quantomeno perché alla prima distrazione scappano via senza pagare. Sbevazzano solo cocktail esotici tipo Cuba Libre o Caipirinha, ma dopo il secondo drink sono già stesi a russare negli angoli del locale e vengono ?cortesemente? accompagnati verso le uscite.
Cuccano? Si. Giusto qualche schiaffo dai buttafuori quando fanno resistenza.
Time limit: massimo la 1
Età: massimo 25

BIANCHISTA
Straordinari. Se non ci fossero i proprietari dei locali li inventerebbero. Arrivano sempre ?sul tardi? che vuol dire dopo l?una. Come mai? Erano a casa a vedere o una partita o il grande fratello. Difficilmente li vedi nel fine settimana: odiano il casino e poi sono troppo impegnati con lo spettacolo di prima serata di Canale 5 davanti al quale regolarmente si addormentano russando sguaiatamente. I bianchisti hanno una caratteristica sensazionale: sono decenni che frequentano gli stessi locali e non conoscono nessuno; giusto un ciao di malavoglia al barman, seguito dalla frase di rito:-?fammi il solito?-. Prende posizione al bancone del bar, dove, almeno con la mente, tampina tutte le pulzelle che gli passano a tiro? Con la mente? Certo è timidissimo e da quando nel ?76 una tipa lo ha maltrattato; ha fatto fatica persino a dire come si chiama.
Non sorride mai e dopo essersi fatto una mezza dozzina di drink iperalcoolici; malfermo sulle gambe, se ne va in cerca di amore mercenario.
Time limit: lo decide il passaggio degli spazzini.
Età: over 40

SBORONE
Fornito di denaro in quantità, è circondato sempre dalla corte dei miracoli dove si distinguono nani e ballerine.
E? per vocazione una prima donna quindi vuole, per lui e la sua corte, il miglior tavolo dal quale poter ordinare ?una bottiglietta con le bollicine e un po? di frutta fresca?. E? un caciarone che vuole attirare su di se l?attenzione a tutti i costi, quindi te lo ritrovi a cantare per la disperazione del musicista di turno, e a corteggiare tutte le donne che gli capitano a tiro; e l?approccio è sempre quello: -?tieni fatti questa coppetta di roba buona con le bollicine?- e giù a sghignazzare come un pisquano. Non è un cattivo, anzi riesce ad essere pure simpatico ed ogni tanto gli capita pure di raccattare qualche numero di telefono da qualche disperata che rimane affascinata dal suo invadente modo di fare.
Time limit: ad libitumm? -?tanto quando chiude qui andiamo a far casino da un?altra parte?-.
Età: tra i 30 e i 50

TURISTA
Altro tipico maschio italiota. Per turista non si intende ovviamente solo chi lo è di fatto, ma anche tutta quella schiera di ?importati? che anche se nati e cresciuti a Milano; arrivano al locale la prima volta, solo perché qualcuno più minchione di loro, gli ha raccontato, che ha sentito dire da qualcuno che ha letto; che li si ?acchiappa e scopa facile?. Arrivano in coppia per farsi coraggio, vestiti secondo ?tendenza?, anche se con tutti tarocchi addosso. E? un florilegio di ammiccamenti e occhiolini, tra di loro e con le sventurate in zona che in genere li guardano come fossero degli sfollati da una zona di guerra. Dopo aver raccattato due di picche da tutte le frequentatrici del locale, se ne appostano el di fuori tampinando tutte le donne in transito usando l?ultimo argomento a disposizione: -?qui dentro offrono una birretta fresca a tutte le ragazze carine. Dai entra??-. Non cuccano mai. Ma proprio mai.
Time limit: esauriti i quattrini in birrette; cioè prestino.
Età: tra i 25 e i 35

PIACIONE
Sono la vera anima pulsante dei locali fine impero. Si piacciono, si amano alla follia. E sono strasicuri di piacere e di essere amati alla follia. Curano all?esasperazione la propria ?immagine?, con i dettagli sempre in piena efficienza ed in prima linea. Fanno i simpatici, ed ottengono i numeri di telefono di tutte le malcapitate che gli frullano intorno, regolarmente lui le chiamerà in maniera metodica, quasi geometrica; rivolgendo loro inviti dai più banali ai più sfacciati; ma sempre con tono ?piacioso? ; giusto così per poter ?ristrutturare? l?immancabile rifiuto. Hanno solo due nemici: gli altri uomini ai quali hanno paura di mischiarsi, ma mica per niente, solo per motivi di predominio sul branco; e la solitudine.
Abituati ad avere un uditorio adorante, la solitudine li deprime.
Cuccano? Si, se riescono a tramortire qualcuna a furia di alcool, ma se ti capita di chiedergli da quanto tempo non fanno sesso ti risponderanno dopo una breve pensatina ??giusto da ieri sera?-. A cosa serviva la pensatina?… non ricordavano se avevano usato la destra o la sinistra?
Time limit: fino ad esaurimento della compagnia.
Età: over 40

TENDENZA
In effetti potrebbero essere i Piacioni da piccoli. Timidi ed impacciati, arrivano leccati, profumati e vestiti come usciti da una copertina di Vogue Uomo. In genere sono, o con un altro come loro, o con una tipa che sanno non avranno mai, ma in fondo un po? ci sperano.
Non avendo ancora l?esperienza del Piacione, si sentono un po? a disagio se qualcuno/a gli rivolge la parola, e difficilmente riescono a catturare l?attenzione delle signore del locale se non per il loro essere perfettini. Parlano sempre a bassa voce per paura di farsi sentire, e sbevazzano come manovali qualsiasi cosa non sia meno di un super alcolico. Prospettive di cuccare? Vicine allo 0 assoluto.
E se la dose di alcool diventa eccessiva, rischiano di concludere la serata tra le braccia di qualche trans al Monumentale.
Time limit: massimo le 2? che domani si lavora
Età: tra i 25 e i 40

MALEDETTI DA DIO
Categoria assolutamente trasversale per quanto riguarda l?età: Maledetti da Dio ci si nasce. Eternamente insoddisfatti e lunatici, sono capaci di eleggere un locale a domicilio fiscale nel quale se potessero ci dormirebbero pure per un po? di tempo; per poi scomparire nel nulla senza motivo. Possono salutarti calorosamente per cinquanta volte e per le successive cinquanta ignorarti in maniera disinvolta. Sempre alla ricerca non di una Donna, ma della Donna. Che non troveranno mai. Vivono passione intense e fugaci, sempre sbevazzando in maniera mai esagerata.
Il loro essere lunatici, li rende affascinanti agli occhi di qualche sconsiderata, che appena appena ne approfondisce la conoscenza, se ne libera di corsa, facendo l?unica cosa ragionevole con elementi di questo tipo.
Time limit: fino a quando la borraccia è piena.
Età: no limit.

Io a che categoria appartengo? Più o meno le ho attraversate tutte.
Anzi no, una mi manca? no a quella non ce la farei proprio? la lascio ad altri.

Urliamo il nostro NO!!! Copia e diffondi.

11 Giugno 2007 1 commento


23 GIUGNO GIORNATA DELL?ORGOGLIO PEDOFILO
Il 23 giugno si terrà la giornata Mondiale dell?orgoglio Pedofilo. A quanto pare tutti i pedofili del mondo sono stati invitati ad accendere contemporaneamente una candela azzurra.Un gesto simbolico per ricordare i pedofili incarcerati in quanto definiti, sic ?vittime delle discriminazioni, delle leggi ingiustamente restrittive per ribadire l?amore che proviamo per i bambini? ( citazione boyloveday international). Questi esseri umani (?definizione approssimativa) hanno anche l?ardire di detenere un sito (e non è un sito illegale). Infatti, tale sito non contiene pornografia, anzi, di contro, questi relitti umani si prodigano tenacemente nel tentare di convincere i lettori che l?azione da loro posta in essere è finalizzata al ?bene? poiché intendono differenziarsi dai criminali comuni, da chi abusa dei bambini con atti violenti e coercitivi, mentre, affermano, che loro manifestano ?amore? per i bambini.

Abominevole ed allucinante la photo gallery, dove viene addirittura visualizzato babbo natale nelle vesti di un pedofilo. Peggio ancora, viene mostrato un prete amorevole con un ragazzo(preludio di una unione sessuale). Sembra quasi che la ?loro? infame finalità sia quella di dare una parvenza di ?normalità? a ciò che è invece abbietta perversione sessuale, prevaricazione, violenza nelle sua essenzialità, devastazione psicologica di vite appena sbocciate.
La mostruosità mediatica appena enunciata non è una novità, sono, infatti, 8 anni che questa giornata esiste, che questo sito è on line. Ciò nell?indifferenza più assoluta di quasi tutti gli organismi internazionali. Pare sia stato addirittura richiesto l?intervento dell? ONU ma, a tutt?oggi, niente è cambiato!!Ora è partita una petizione, ci sono 3 pagine su questa giornata e la polizia postale spiega perchè non si può chiudere quel sito.

http://www.mobilitazionesociale.it/ams/intro.asp

http://cronacaeattualita.blogosfere.it/2007/06/aboliamo-la-giornata-dellorgoglio-pedofilo.html

http://www.epolisroma.it/

viene distribuito gratuitamente in tutte le città, comunque si scarica anche on line.

Questa è la prima risposta a questa giornata:

*UNA FIACCOLATA A PALERMO CONTRO LA PEDOFILIA

L?Associazione per la Mobilitazione Sociale di Palermo, chiede che vengono oscurati tutti i siti web che in qualche modo danno voce e spazio alla pedofilia. Le istituzioni prendano una ferma posizione considerando reato anche la solo promozione on line di questo turpe mercato. Un fermo ?No? contro la ?Giornata Internazionale dell?orgoglio pedofilo?.
Proviamoci, facciamo una catena di blogger, se credete che possiamo urlare un NO anche noi, prendete questo post, copiatelo nei vostri blog, nei vostri siti, inviatelo per mail ai vostri conoscenti, prendetelo e fatelo prendere ai vostri amici blogger, uniamo le nostre forze per qualcosa di positivo.
Grazie a tutti noi?ma non molliamo proprio ora, fate firmare la petizione che presenteranno all?UNICEF e all?On. Frattini.

nome e cognome tramite un sms 3391819641 oppure

nome e cognome tramite mail italia@epolis.sm

ilgiardinodelcuore t’invita a copiare e diffondere questo post per far sentire la tua voce, grazie.

Questo post non è farina del mio sacco; arriva direttamente dal blog di Paola http://vitabellaebrutta.blog.tiscali.it/

Io? …sono solo un Pirata.

8 Giugno 2007 Commenti chiusi


Non avevo ancora capito se l’Olandese fosse più bravo a tagliare gole o a cucinare.
Probabilmente in cucina era aiutato da quella sensibilità tipica degli omosessuali, omosessualità non manifesta, ma consapevole, odiava le donne, una volta abbordato un galeone spagnolo, ne aveva sgozzate quattro in pochi minuti solo per il gusto di farlo.
Ma in cucina l’Olandese era un vero fenomeno, mi aveva cucinato un paio di libbre di neros pescati mentre eravamo alla fonda al largo di Hispaniolia.
Come li faceva lui, con una crema di noce di cocco, erano semplicemente deliziosi.
Uscii sul ponte a godermi la brezza della navigazione e andai a stendermi sull’amaca che mi aspettava all’ombra dell’albero di maestra.
Erano stati cinque giorni di navigazione noiosa, senza sussulti, anche il clima sembrava essere annoiato: sempre soleggiato e col mare in calma piatta.
Mentre socchiudevo gli occhi, calandomi la tesa del cappello ?ereditato? da un ammiraglio suddito di Sua Maestà Britannica; ripensai con soddisfazione alla settimana precedente quando l’assalto a due vascelli che battevano bandiera portoghese, ci aveva fruttato un bottino generoso: oro, tanto oro e spezie in quantità generosa.
Come tutti i quinti giorni dopo pranzo, il Guercio si arrampicò sull’albero di prua verso la postazione di vedetta.
Il Guercio, che personaggio.
Senza un occhio da una vita, perso non a causa di una lama, o di una palla; ma per colpa di una dama francese che cercava di violentare e che gli aveva
infilato in un occhio un coccio di bottiglia.
Lei pagò finendo come pastura per gli squali, ma lui ci rimise un occhio. Non era fiero di quella storia e non solo non ne parlava mai, bastava solo chiedergli qualcosa per trovarsi con un ferro nel costato.
Eppure, sebbene con un occhio solo, quando il Guercio montava in vedetta, era una garanzia: se vi era terra o qualche mercantile da assaltare nel raggio di qualche lega, lui li avrebbe visti riuscendone a valutare con precisione anche la distanza.
Erano passati non più di cinque minuti, mi stavo appisolando all’ombra dei miei pensieri, quando il Guercio cacciò un strillo dall’albero di prua:
-”Capitano, terra, terra a tribordo”-, aprii un occhio e guardai il Nostromo, mio secondo, che mi stava al fianco, capita la mia muta domanda il Nostromo urlò: -”Guercio, quanto lontana?”-. La risposta sicura fu:
-”quattro massimo cinque ore, è una città, vedo un faro e un porto!!”-.
-”barra a tribordo”-. Il mio sussurro fu amplificato dal Nostromo, che lo ripeté più volte urlando ai quattro venti.
L’equipaggio fu preso dall’eccitazione tipica di quei momenti, cominciarono tutti a correre e ad urlare felici di quello che sarebbe accaduto da lì a qualche ore: sarebbero sbarcati.
-”Nostromo fai issare bandiera Inglese”-
-”Capitano quella l’abbiamo persa durante l’ultimo assalto della scorsa settimana, issiamo quella Spagnola?”-.
Il mio assenso fu in uno sguardo.
Il Nostromo era francese, da quando lo avevo salvato dall’impiccagione alla Cayenna, mi aveva eletto a suo Dio, se solo glielo avessi chiesto, si sarebbe tagliato una mano da solo, senza neanche chiedermi il perché, gli volevo bene anche perché era l’unico uomo di quell’equipaggio di taglia gole, del quale mi potevo realmente fidare, l’unico, per intenderci, al
quale potevo girare le spalle con la certezza di non ritrovarmi con la gola tagliata dopo un attimo.
-”raduna tutti gli uomini sul ponte di comando”-.
Sussurrai.
Dopo dieci minuti la ciurmaglia urlante e maleodorante era schierata in eccitata attesa.
Cominciai urlando il mio discorso.
-”Siete solo una manica di corsari senza Dio, ne Patria; siete degli assassini senza scrupoli, la vergogna della filibusta, ma dopo cinque giorni di navigazione vi meritate due giorni di libertà”-.
Le urla di gioia di quell’orda di pezzenti, sovrastarono la mia voce.
-”silenzio bastardi, non ho finito. Adesso vi andrete a lavare cercando di levarvi di dosso quell’odore di fogna che ognuno di voi si porta appresso, indosserete abiti decentemente puliti, lascerete le armi a bordo, poi prima di sbarcare io stesso vi passerò in rassegna uno ad uno: a chi sarà giudicato in condizioni di sbarcare, il nostromo consegnerà due once d’oro”-.
L’entusiasmo fu solo leggermente offuscato nelle menti malate e violente di quegli animali, solo dall’idea di doversi lavare, e di dover sbarcare senza neanche un pela patate nascosto.
-”in questi due giorni, grazie alle due once d’oro, potrete avere tutto quello che volete compreso puttane e pinte di rum, ma non dimenticatevi: due giorni, solo due giorni, al tramonto di domenica tutti a bordo, si
torna a navigare, si salpa.
Chi rimane a terra prima o poi lo incontrerò e lo strozzerò con le mie mani. E’ chiaro figli di cagne in calore?”-.
L’equipaggio cominciò a sciamare sul ponte: ognuno in una direzione diversa, tutti urlanti, tutti ansiosi di vivere due giorni di libertà con un po? di oro in tasca.
Al ritorno domenica avrei visto musi lunghi, qualche ferita da taglio, e qualcuno non sarebbe arrivato vittima o di una sbronza colossale o di qualche lama nella schiena, ma non me ne importava nulla: adesso erano felici, questo mi bastava.
Dopo quattro ore eravamo alla fonda e gli uomini erano già sulle scialuppe che vogavano verso terra.
A bordo solo io, Francois il Nostromo, e i cinque omosessuali capitanati dall’olandese, che in questi casi si offrivano sempre di restare a bordo a fare la guardia al nostro naviglio.

-”Capitano scendiamo a terra anche io e lei?”-
-”certo Francois”-
-”la cercheremo anche stavolta. Vero?”-.
Fosse stato chiunque altro, lo avevo già trapassato con una lama, facendolo morire soffocato dal proprio sangue, ma il buon Francois era l’unico buon amico che avevo.
-”sì Nostromo, gireremo tutte le taverne, ma stavolta sento che è la volta buona, stavolta la troveremo”-.
-”Capitano, se almeno mi descrivesse com’è, potrei aiutarla”-.
-”taci bastardo, pensa al tuo lavoro, devi solo guardarmi le spalle.-
-”Capitano, ma come è possibile, tutti questi anni, tutti i porti visitati, con tutte le puttane che abbiamo conosciuto?”-.
Mi girai di scatto e gli puntai una lama alla gola.
-”bastardo di un francese, hai deciso di morire?, io non cerco una puttana, cerco? due mani e due occhi”-.
-”il suo nome, almeno mi dica il suo nome?”-.
Riposi il ferro, in fondo si preoccupava per me.
-”due giorni Nostromo, due giorni. Ho tempo due giorni, ma questa volta la troverò. Questo è il porto giusto. Lo sento”-

La sabbia della spiaggia ci accolse al calar del sole, al mio fianco scoprii lo sguardo indagatore di Francois, osservare attento le mani e gli occhi di tutte le Dame che ci passavano vicino.
Sorrisi tra me e me.
Povero, insostituibile Amico mio.

The Wishful List #8

8 Giugno 2007 1 commento

1. Un Ufficio in riva al Mare.
2. Un Frac con Cilindro e Bastone con Pomo di Cristallo.
3. Un Hummer.

Come dire avere qualcosa che non ho mai avuto, e forse non avrò mai. Forse.

Sono un presuntuoso? anzi un Presuntuoso.

6 Giugno 2007 2 commenti


Non fraintendiamoci. Non sono bello, ricco ed intelligente: se queste sono delle qualità; non ne posseggo neanche una.
La bellezza non mi ha mai sfiorato, non che sia brutto, ma i belli sono fatti in un?altra maniera. Quando ero ragazzo ero colpito dalla sindrome ?dell?eterno secondo?.
Quando dopo mesi di incessanti corteggiamenti e conquistato il cuore di qualche sventurata, mi sentivo ripetere sempre lo stesso ritornello ??sei il secondo uomo della mia vita?-; pensavo sempre, ma chissà perché il secondo e non il quarto, l?ottavo od il sedicesimo. No, ero sempre il secondo.
La cosa mi coinvolgeva talmente tanto, che diedi la responsabilità di essere il primo degli sconfitti, ad una cosa, o meglio, a qualcuno che arrivava diciamo una mezza giornata prima di me ?faceva? e a me lasciava ?l?onore? di essere arrivato secondo. Quel ?qualcuno? era sempre uno e uno solo. Gli avevo dato anche un nome: Eusebio.
Quando la tipina di turno se ne usciva con: -?tu sei il sec..?-, non le facevo neanche finire la frase: -?lo so è stato Eusebio, e so anche che è più bello di me??-?e giù ad inghiottire rospi.
Per fortuna compiuti i venti, mi è capitato di diventare ?Eusebio?, anche a me; non che sia all?improvviso diventato una bellezza, molto più facilmente quello vero a furia di sentirsi augurare gli accidenti più dolorosi; ne è, probabilmente, rimasto vittima.
Ricchezza?, ma figurati? amo troppo vivere per potermi arricchire. Intorno ai trenta facevo il dirigente in una multinazionale. Guadagnavo allora più di ora, e sono passati venti anni; vivevo un po? qua, un po? la? sempre in giro.
Su da un aereo, giù da un aereo, fai la valigia, disfa la valigia, cerca un albergo, molla un albergo?
Un giorno tornavo dopo un giro di tre giorni in mezza Europa, dove avevo accumulato cinque incontri in quattro nazioni diverse; feci addirittura in tempo al termine del terzo giorno a ripresentarmi in orario di ufficio in Azienda. Ero contentissimo: avevo raggiunto un ottimo accordo con un nuovo cliente Francese, appena arrivato chiedo di vedere il grande Capo, dopo venti minuti di anticamera mi riceve: cinque minuti per raccontare l?esito di quei tre giorni di inferno; seguiti da venticinque minuti dove mi sono sentito ripetere per duemila volte che l?immagine Aziendale era rovinata dalla lunghezza dei miei capelli.
Quando dopo due mesi tornai dal Capo per dimettermi, gli dissi solo 5 parole 5: -?Roberto mi licenzio, preferisco vivere?-.
Anche sull?intelligenza cose da dire ne avrei. Alle medie venne un personaggio che ci fu presentato come un Professorone; dopo una mezza giornata dedicata a dei test, che a sua detta avrebbero dato risposte precise sulle nostre capacità intellettive; ci prese uno ad uno commentando ad alta voce i risultati.
Arrivato il mio turno se la cavò con un: -?mi complimento con lei. I suoi test caro Mik, dimostrano in modo chiaro ed inconfutabile che la sua intelligenza è di un venti per cento superiore alla media. Delle formiche.?-?e giù tutti a ridere, e non solo i compagni di classe, anche il Professorone? e pure io.
Poi la vita e le mie scelte, ed interpretazioni mi hanno dimostrato in maniera evidente che forse il Professorone non aveva tutti i torti; se proprio un errore commise, fu quello di parlare di formiche e non di girini.

Quindi perché presuntuoso?
Perché la vita che ho fatto fino ad oggi è stata esattamente quella che volevo io.
Ho sempre detestato la banalità. Le storie banali, gli amici banali, le donne banali: ho sempre cercato di starne alla larga il più possibile.
Oggi, liberatomi delle tempeste ormonali dei vent?anni, posso permettermi di scegliere, di decidere, e capita anche abbastanza spesso, di rifiutare. Posso decidere di corteggiare, o di farmi corteggiare.
Ogni tanto (anzi ogni spesso), mi capita di ?smignottare?? cosa vuol dire? Questo è un neologismo da me coniato, che certamente non diventerà oggetto di studio da parte dell?Accademia della Crusca, molto più modestamente indica quando in qualche locale mi metto a far finta di corteggiare qualche signora/ina; col solo scopo di appagare il mio ego.
Il segnale da fuori è evidente: mi siedo in punta della poltrona/divanetto protendendomi verso la sventurata e metto gli occhiali da scarso miope sulla fronte.
Lì sembrano quasi inchiodati, non si muovono. Devo ancora capire se è la montatura sottile in oro che ha preso la forma della fronte o vice versa.
Risultato? Riesco a dirne di tutti i colori. Cosa dico? Meglio lasciar perdere, l?ultima volta che ne ho parlato con una pen-pal friend; mi sono giocato una dolcissima amicizia. Chiudiamola così: smignotto.
Ma è molto raro che io ceda. Appagato il mio ego, rotolarmi tra le lenzuola insieme alla prima che passa non fa per me.
Da cosa si capisce che invece faccio sul serio? La posizione degli occhiali. Se sono in tasca, non sto scherzando per nulla.
Adoro le Donne che hanno talento, le persone sorprendenti.
Talento in che? Certe volte basterebbe così poco? già chiedermi perché metto gli occhiali in quella maniera a dir poco da deficiente? o sorprendermi con un sorriso?
Niente da fare sono di un altro Pianeta.

Presuntuoso? Certo, me lo posso permettere.

La copertina del libro a commento del post, è pubblicata con l’autorizzazione di Erika Rigamonti autrice dello stesso. Il libro è da comprare, leggere e riflettere. Poi Erika è una Amica.

I Voti del Week End

4 Giugno 2007 1 commento


VENERDI?: 6,5
Aperitivo e cena in un posto interessante, buona compagnia e ambiente lieve. Ci fosse stata anche un po? di adrenalina. Chiusura nel salottino. Serata senza infamia e senza lode.

SABATO: 7
Giornata complessa ed articolata.
Mattina dedicata alla passione, pomeriggio al pensiero, serata alla fisicità.
Due telefonate impreviste hanno arricchito il pomeriggio prima e la serata dopo.

DOMENICA: 6
Giornata dedicata al riposo ed alla malinconia. Adoro la malinconia.

GIUDIZIO FINALE: PROMOSSO
Progettare cose e farne altre, non è il sistema migliore per avere il meglio, e nasconde comunque una fragilità di fondo dalla quale è meglio liberarsi in fretta. Ottima forma fisica e mentale.
Domanda senza risposta: ma tutte le psicopatiche devono capitare a me?
Donne normali dove siete?